Se è così intelligente, perché non riesce a organizzarsi?
Sfatare il mito dell'intelligenza che risolve tutto
"Ma come è possibile? Risolve problemi matematici complessi ma non ricorda di portare il diario a scuola. Ragiona su concetti astratti ma la sua camera è un disastro. È così intelligente, perché non riesce a organizzarsi?’"
Se vi siete fatti questa domanda, benvenuti nel club. È probabilmente LA domanda più comune dei genitori di bambini APC. E la risposta è semplice ma controintuitiva: l'intelligenza e l'organizzazione sono due cose diverse.
Il mito dell'intelligenza risolutiva
C'è un mito profondamente radicato nella nostra cultura: che l'intelligenza risolva tutto. Che se sei “intelligente" automaticamente sai organizzarti, pianificare, gestire il tempo, controllare gli impulsi. Falso. L'intelligenza (intesa come capacità di ragionamento, comprensione, apprendimento) e le funzioni esecutive (pianificazione, organizzazione, controllo) sono sistemi cognitivi separati, controllati da aree diverse del cervello.
Si può essere geniali in matematica e disastrosi nell'organizzare lo zaino. Si può avere una memoria prodigiosa per le informazioni e dimenticare costantemente dove si mettono le cose. Non è contraddizione. È profilo cognitivo.
L'asincronia dello sviluppo
Nei bambini APC, c'è spesso quella che si chiama "asincronia dello sviluppo": diverse aree del cervello che si sviluppano a ritmi diversi.
Può avere: capacità cognitive da 12 anni, funzioni esecutive da 8 anni, maturità emotiva da 10 anni e sviluppo fisico da 9 anni. Non è un problema. È semplicemente il suo profilo. Ma crea situazioni paradossali: capisce la teoria della relatività ma non riesce a pianificare un pomeriggio. Discute di filosofia ma perde continuamente il materiale scolastico.
Questo gap tra capacità intellettive e funzioni esecutive genera enorme frustrazione. In vostro figlio (“Perché non ci riesco?”) e in voi ("Come è possibile?").
Cosa fare (e cosa non fare)
NON fare Aspettarsi che "dovrebbe sapere": "Sei così intelligente, dovresti riuscire a ricordarti lo zaino!” Questo messaggio è tossico. Implica che se non ci riesce, è colpa sua, è svogliatezza, è mancanza di impegno. Non è così.
FARE Riconoscere il profilo: “Sei molto intelligente E hai difficoltà con l'organizzazione. Entrambe sono vere. Lavoriamo insieme sulla seconda." Separare intelligenza da funzioni esecutive.
NON fare Paragonare: "Tuo fratello più piccolo si organizza meglio di te!" I paragoni non aiutano mai. Ogni persona ha un profilo diverso.
FARE Fornire supporti senza sensi di colpa: Liste, routine, promemoria, checklist. Non è barare. È compensare un'area che non è al livello delle altre.
NON fare Lasciare che fallisca "per imparare": "Se dimentica lo zaino, imparerà". Questo funziona per comportamenti volontari. Non per deficit di funzioni esecutive. È come dire a un miope "Se sbatte contro i muri, imparerà a vedere". FARE Insegnare esplicitamente: Non aspettarsi che "capisca da solo" come organizzarsi. Le funzioni esecutive si insegnano, passo per passo, con pratica ripetuta.

📌 PROVA OGGI
La prossima volta che pensate "Ma è così intelligente, dovrebbe...” fermatevi. Sostituite mentalmente con: "È molto intelligente E sta ancora sviluppando le funzioni esecutive. Come posso supportarlo in questo?" Cambio di prospettiva che cambia tutto.
Il profilo cognitivo è unico
Non tutti i bambini APC hanno lo stesso profilo. Alcuni sono fortissimi in ragionamento logico ma deboli in memoria di lavoro. Altri hanno creatività straordinaria ma rigidità cognitiva. Altri ancora hanno tutte le funzioni esecutive deboli.
Capire il profilo specifico di vostro figlio - cosa è forte, cosa è debole - permette di supportarlo meglio. Non con aspettative generiche ("Sei intelligente, dovresti riuscirci”) ma con supporti mirati ("So che la memoria di lavoro è debole, usiamo liste scritte’).
L'intelligenza non compensa automaticamente
A volte si pensa: "Ma è così intelligente, potrebbe USARE la sua intelligenza per compensare”. Come se l'intelligenza fosse una risorsa generica applicabile a tutto. Non funziona così. L'intelligenza eccelle in ambiti specifici: ragionamento astratto, problem-solving, apprendimento rapido. Ma non può direttamente compensare funzioni esecutive deboli.
Può imparare STRATEGIE per compensare. Ma questo richiede insegnamento esplicito, pratica, supporto. Non accade spontaneamente.
📌 DALLA RICERCA
La ricerca documenta che nei bambini gifted la discrepanza tra capacità cognitive generali e funzioni esecutive è comune e riconosciuta. Non è anomalia, è variabilità normale nello sviluppo. L'asincronia richiede supporto, non giudizio.
Celebrare i progressi nelle funzioni esecutive
Vostro figlio prende 10 in matematica? Bravissimo.
Ha ricordato lo zaino da solo per tre giorni di fila? BRAVISSIMO.
I progressi nelle funzioni esecutive meritano la stessa celebrazione dei successi accademici. Anzi, forse meritano anche di più, perché per lui sono più difficili.
Riconoscere lo sforzo in aree deboli è fondamentale. Altrimenti il messaggio implicito è: "Quello che ti riesce facile (intelligenza) ha valore. Quello che ti costa fatica (organizzazione) non conta".
Vostro figlio non è pigro. Non è svogliato. Non
"potrebbe fare di più se solo si applicasse". Sta facendo del suo meglio con le funzioni esecutive che ha in questo momento. Che stanno maturando. Che possono essere supportate. Che miglioreranno. Ma che non sono automaticamente al livello della sua intelligenza. E va bene così. Perché quell'intelligenza brillante è reale. E quelle difficoltà organizzative sono reali. Entrambe coesistono. Entrambe meritano rispetto. E soprattutto: entrambe NON si contraddicono.








