Dormire? Impossibile quando il cervello non si spegne

Elena Gremese • 21 gennaio 2026

Strategie per aiutare la mente iperattiva a rilassarsi


Sono le 22:30. Vostro figlio è a letto da un'ora. Ma lo sentite ancora muoversi, parlare da solo, chiedere acqua per la decima volta. "Non ho sonno!" vi dice. E probabilmente è vero . Il suo cervello è ancora in modalità Formula 1 mentre voi vorreste che fosse in modalità parcheggio.


Se questo è il vostro scenario serale, non siete soli. L'addormentamento è una delle sfide più comuni per le famiglie con bambini APC. E non è questione di capricci o di "non voler dormire". È proprio il cervello che fa fatica a rallentare


Il cervello che non si spegne


I bambini ad alto potenziale hanno spesso una mente iperattiva. Pensieri che si rincorrono, idee che emergono, domande che non trovano risposta. Tutto questo è meraviglioso di giorno, ma di notte diventa un problema.


Il cervello ha bisogno di rallentare per addormentarsi. Deve passare dalla modalità "attivo" alla modalità "riposo". Ma quando i pensieri galoppano, questa transizione diventa difficilissima. È come cercare di fermare un treno in corsa.


Alcuni bambini APC hanno anche effettivamente bisogno di meno ore di sonno rispetto ai coetanei. Non è che "non vogliono" dormire - è che il loro orologio biologico è tarato diversamente. Hanno l'energia per restare svegli più a lungo, e obbligarli a dormire quando non sono pronti diventa una battaglia persa in partenza.


L'intensità emotiva amplifica tutto


L'intensità emotiva tipica dei bambini APC complica ulteriormente le cose. Le preoccupazioni del giorno, le emozioni vissute, le aspettative per l'indomani: tutto torna di notte, amplificato.


"E se domani non mi siedo vicino al mio amico?" "Perché quella bambina mi ha guardato male?" "Cosa succederebbe se...?" Le domande esistenziali, le preoccupazioni sociali, persino riflessioni su morte o giustizia possono emergere proprio nel momento in cui dovrebbero rilassarsi.


Il buio e il silenzio della sera non calmano la mente. Al contrario, tolgono le distrazioni esterne e lasciano spazio ai pensieri interni. E quando quei pensieri sono intensi, addormentarsi diventa un'impresa titanica.

Le routine serali devono iniziare presto (molto presto)


Errore comune: iniziare la routine della buonanotte alle 21:00 per un bambino che deve dormire alle 21:30. Troppo tardi. Il cervello iperattivo ha bisogno di molto più tempo per decelerare.


La routine serale dovrebbe iniziare almeno un'ora prima dell'orario di sonno desiderato. Per alcuni bambini, anche un'ora e mezza. Questo dà al corpo e alla mente il tempo di ricevere i segnali giusti: "Stiamo rallentando. Il giorno sta finendo. È tempo di riposo".


E la routine deve essere sempre uguale. Stesso ordine, stessa sequenza, stesso ritmo. Il cervello ama le routine perché le automatizza. Quando qualcosa diventa automatico, richiede meno energia cognitiva. E meno energia cognitiva significa più facilità nel rilassarsi.


Strategie che funzionano davvero


  • No schermi almeno un'ora prima: La luce blu dei dispositivi blocca la produzione di melatonina, l'ormone del sonno. Se vostro figlio guarda video fino a 5 minuti prima di dormire, il suo cervello pensa ancora che sia giorno. Tablet, TV, videogiochi: tutto spento. Non negoziabile.
  • Luci soffuse progressivamente: Non passare da luce piena a buio totale. Diminuire gradualmente l'illuminazione nelle ultime ore della sera. Il cervello interpreta la luce come 'giorno' e il buio come 'notte'. Aiutatelo a capire che la notte si avvicina.
  • Attività calme e ripetitive: Lettura (voi leggete a loro, non il contrario), puzzle semplici, colorare mandala, ascolto di musica tranquilla. Niente che stimoli troppo. Niente giochi competitivi, niente discussioni su argomenti eccitanti, niente attività fisica.
  • Lo svota testa: Questa è oro. 10-15 minuti prima di dormire, date a vostro figlio un quaderno. "Scrivi o disegna tutto ciò che hai in testa. Paure, idee, cose da ricordare. Tutto fuori." Trasferire i pensieri dalla mente alla carta li rende meno opprimenti. Il cervello può finalmente rilassarsi perché sa che quelle cose sono al sicuro, scritte, non dimenticate.
  • Tecniche di rilassamento: Respirazione profonda (inspira per 4, trattieni per 4, espira per 4), rilassamento muscolare progressivo (contrarre e rilassare ogni muscolo del corpo), visualizzazioni guidate ("Immagina di essere su una spiaggia tranquilla..."). Sembrano cose da adulti, ma funzionano benissimo anche con i bambini. Insegnategliele.


📌 PROVA OGGI


Questa sera, mezz'ora prima di dormire, prova il ’Lo svuota testa’. Dai a tuo figlio un quaderno e digli: "Scrivi o disegna tutto ciò che ti passa per la testa. Tutto. Anche le cose strane, anche le preoccupazioni stupide". Non correggere, non commentare. Lascia che liberi la mente. Poi chiudi il quaderno insieme e dì: "Perfetto, ora questi pensieri sono qui al sicuro. Domani ci pensiamo". Vedrai che liberare la mente aiuta.




Il rituale del corpo


Il corpo ha bisogno di segnali fisici che è ora di dormire. Create un rituale tattile: massaggio ai piedi, leggera pressione sulla schiena, accarezzare i capelli. Il contatto fisico calmo rilassa il sistema nervoso.


Anche la temperatura conta. Una camera leggermente fresca (18-20 gradi) favorisce il sonno. Troppo caldo tiene svegli. Troppo freddo pure.


E per alcuni bambini, il peso aiuta. Una coperta leggermente pesante (mai troppo, attenzione!) dà una sensazione di contenimento che calma. È come un abbraccio costante che dice al corpo: "Sei al sicuro, puoi riposarti".


Quando è davvero troppo presto


A volte il problema non è che non riesce a dormire, ma che state provando a farlo dormire troppo presto per il suo orologio biologico. Se dopo un'ora di routine rilassante vostro figlio è ancora perfettamente sveglio, forse semplicemente non ha sonno.


Alcuni bambini APC hanno genuinamente bisogno di meno ore di sonno. Se vostro figlio dorme 9 ore invece di 11, ma si sveglia riposato, attivo, di buon umore, forse quelle 9 ore gli bastano. Adeguare l'orario di addormentamento al suo ritmo naturale, anziché forzare un orario "giusto" che non lo è per lui, può risolvere molte battaglie serali.


📌 DALLA RICERCA


Studi documentano che alcuni bambini plusdotati necessitano di meno ore di sonno rispetto ai coetanei e possono avere difficoltà ad addormentarsi per la paura di 'perdersi qualcosa' mentre dormono. L'alta attivazione mentale rende la transizione verso il sonno particolarmente impegnativa.


Quando chiedere aiuto


Se i problemi di sonno sono gravi e persistenti - se vostro figlio impiega più di due ore ad addormentarsi ogni sera, se è sempre stanchissimo durante il giorno, se ci sono incubi ricorrenti o risvegli notturni frequenti, se l'ansia serale è invalidante - consultate un pediatra o uno specialista del sonno.


A volte dietro le difficoltà di sonno ci sono questioni più complesse: ansia, sovraccarico sensoriale, preoccupazioni eccessive che meritano supporto specifico. Non aspettate che "passi da solo". Il sonno è fondamentale per lo sviluppo, e quando è compromesso serve agire.


Le serate non diventeranno mai una passeggiata. Ma con le strategie giuste, con routine adeguate, con pazienza e costanza, l'addormentamento può passare da "battaglia di due ore" a "mezz'ora tranquilla".


E quando finalmente lo vedrete dormire sereno, con il quaderno dei pensieri sul comodino e la respirazione calma e profonda, respirerete anche voi. Perché saprete che il suo cervello meraviglioso, finalmente, si è concesso il riposo che merita.

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